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In città, Nairobi e Mombasa

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Nairobi, la nascita di una città.

 

Poco più di un secolo fa, Nairobi era solo una palude ai margini di una foresta. Non aveva niente di interessante salvo per una varietà di animali selvatici e tratti infiniti di pascoli. La storia di Nairobi è profondamente intrecciata con quella della ferrovia nel senso che è cresciuta intorno a un deposito ferroviario costruito nel 1899. La sua collocazione era stata scelta in quanto situata tra Mombasa e Kisumu e la sua vicinanza a un rete di fiumi e doveva fungere da sede provvisoria per gli ingegneri ferroviari mentre cercavano modi di affrontare l'arduo compito di costruirla la rete ferroviaria nella scarpata Rift Valley.

 

 

Nairobi, urban jungle

 

È la capitale, il cuore pulsante del paese.

 

Si presenta come un concentrato di grattacieli, uno skyline in espansione immerso in un reticolato di strade asfaltate malamente, affollate a tutte le ore di veicoli, biciclette, camion, carretti e pedoni. Una megalopoli in espansione, un contenitore multicolore, dinamico e rumoroso che racchiude una miriade di microcosmi profondamente in contrasto tra loro: l’ambulante che vende mango e avocado, il cooperante che fa jogging sui marciapiedi di terra rossa, la schiera di tassisti che contratta il prezzo della corsa, ricchi commercianti indiani su potentissimi suv occidentali, artigiani che lavorano il legno al bordo delle strade, colorati matatu con musica reggae a tutto volume, acacie profumate, soldati che passeggiano imbracciando incredibili fucili, lussuosi hotel, mendicanti nelle loro dimore di cartone, jeep bianche targate UN con potentissime antenne radio.

 

Il centro brulica di attività commerciali e in questi ultimi anni, purtroppo, è anche luogo di piccoli furti e aggressioni cosa che rende sempre più rare le nostre visite in città.

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La periferia invece è un cantiere a cielo aperto con palazzi in demolizione accanto a nuovi grattacieli mentre strade in costruzione si mescolano al traffico creando perenni ingorghi.

 

CBD, Central Business Distric

Termine con cui viene definito il centro commerciale della capitale

 

Noi, che ci siamo cresciuti, amiamo in modo particolare la capitale anche se spesso, viene considerata solo come un punto di partenza/arrivo verso la meta safari.

 

Perché SÌ

 

I 1.600m di altitudine garantiscono un clima gradevole tutto l’anno.

 

Quartieri e sobborghi offrono una visione molto realistica della vita della gente comune.

 

I Maasai Market, imperdibili.

 

Oltre la periferia, cioè al di là dei cantieri, Karen e Langata sono mete ideali per brevi gite e incontri ravvicinati con gli animali.

 

La vita notturna, molto animata.

 

Perchè NO

 

È una metropoli dall’aspetto tipicamente occidentale.
 

Il centro della città è estremamente pericoloso da attraversare a causa di malviventi, borseggiatori e attaccabrighe sempre … al lavoro.
 

Il traffico paralizzato, sempre, ovunque, in qualsiasi ora del giorno

 

Kibera, bidonville ai confini della città

Gli slum, un'estesa giungla urbana costituita da baracche abitate da circa un milione di persone, un quarto della popolazione di Nairobi. È un’area di 2,5 kmq fortemente inquinata e priva delle infrastrutture più essenziali in cui i residenti sono denutriti, vittime di malattie e criminalità violenta.

 

Visitare Kibera può essere utile soprattutto a fini umanitari ed è possibile unicamente aggregandosi a gruppi che organizzano visite con lo scopo di evolvere una percentuale del biglietto alla comunità.

 

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Kibera, il cui nome deriva dal termine nubiano kibra, significa foresta.

 

 

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Nairobi, vita notturna

 

Un giro notturno per il centro Nairobi con tutta onestà non ha quel granché di interessante: il traffico è convulso, ristoranti e locali scarseggiano e comunque è abbastanza pericoloso andare a piedi e anche in macchina di notte. Per il mio gusto personale la vera movida invece si trova a Westlands, un sobborgo a 15 minuti dal centro città: è a misura di passeggiate a piedi e non si corrono pericoli. Per l’aperitivo o un dopo cena kenyota-chic l'albergo Sankara è perfetto, all'ultimo piano un ambiente soft offre anche una panoramica mozzafiato.

Per la cena la scelta varia per ogni genere di cucina:

Ristorante Indiano - Haandi Westlands(The Mall Westlands)

Ristorante italiano - Mediterraneo Westlands (9 West Plaza, Ring Road, Westlands)

Ristorante giapponese/shushi - Furusato Japanese (Ring Road Parklands, Westlands)

Per chi ama il gioco d’azzardo non c’è che l’imbarazzo della scelta: Las Vegas Casino (indirizzo Ring Road Westlands) - Flamingo Casino - Mayfair Casino.

Per la movida notturna kenyota una serie di locali serali, vicini l'uno con l'altro, si possono raggiungere a piedi o con tuk-tuk. Il Black Diamond con terrazza all'aperto (giovedi karaoke) davvero molto caratteristico - poco lontano l'Havana, anche questo super trendy. E infine, proprio di fronte all'Havana, il Gipsy.

 

♦ Attenzione a, in città

 

Il cellulare. Tenerlo ben saldo in mano quando lo si usa: la categoria 'ladri-di-cellulari' è espertissima.

 

Diffidare di coloro che si offrono come autisti e guide locali, che si spacciano per organizzatori di safari o accompagnatori di vario genere. Meglio rivolgersi ad operatori riconosciuti IATA.

 

Vietato fumare non solo nei ristoranti, bar e aree pubbliche ma anche per la strada: si rischiano multe salatissime.

 

Pericoloso scattare fotografie: quelle presenti in questo sito sono state scattate principalmente dall’interno della macchina o dietro autorizzazione degli interessati.

 

Non farsi spaventare dall’invadenza dei venditori ambulanti quando si catapultano letteralmente sul nostro percorso di marcia. Basta non prestare loro attenzione e camminare spediti con lo sguardo rivolto in avanti per farli allontanare come per magia alla ricerca di 'altre prede'.

 

Non lasciarsi convincere a dare denaro in nome di aiuti personali, familiari o di salute.

 

 

 

Mombasa

 

È il porto più antico e importante dell’Oceano Indiano, punto di arrivo, di scambio e di passaggio.

 

È una città isola, collegata alla terraferma da ponti e a sud, dal traghetto di Likoni, passaggio obbligato verso le zone costiere.

 

La città vive oggi di riflesso il turismo delle spiagge a nord e a sud e spesso chi si reca al mare non visita neanche la città.

 

 

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Le gigantesche zanne di elefante, sulla Moi Avenue, il monumento più noto della città, realizzate nel 1953 per commemorare l'incoronazione della regina Elisabetta II.

 

 

 

 

 

Traghetto di Likoni

 

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È una tappa forzata, per chi si reca verso le spiagge di Malindi, Diani e Watamu. Il traghetto che collegha l'isola di Mombasa alla terraferma. Anche evitando gli orari di punta è un'impresa che noi non siamo mai riusciti ad ridurre a meno di due ore.

 

Perché SÌ

 

Incursioni straniere (arabi shirazi, portoghesi, arabi dell’Oman, britannici) e commerci con Arabia e Asia hanno creato una mescolanza etnica palpabile e fascinosa.

 

L’impronta afro islamica domina la città con architettura, abiti e ornamenti, cucina speziata.

 

Fort Jesus, costruito dai portoghesi nel 1593 per resistere agli assedi, domina con le sue mura le città e trasformato oggi in museo.

 
La terrazza del Castle Hotel sulla Moi Avenue è il luogo ideale per godersi la vista e ‘annusare’ l’aria della città.

 
Giro panoramico a bordo di un tuk tuk: passare sotto le zanne sulla Moi Avenue e attraversare la città senza preoccuparsi di traffico e caldo.

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Traghetto, attenzione a

 

Sconsigliato, anzi vietato, salire sul traghetto a piedi.

 

Non comprare le bottiglie di acqua vendute sul traghetto. Meglio la coca cola, è meno soggetta ad intrusioni esterne.

 

Borseggi.

 

Quando il traghetto è in fase di arrivo tenere i finestrini chiusi, anche con 40º all’ombra.

 

È il momento di massima cautela, è facile venire derubati perché, l’elemento fiumana di persone che escono favorisce la fuga del borseggiatore.
 

 

Perché NO

  

Il caldo tropicale mescolato al traffico fumoso avvolge la città in un’atmosfera umida.

 

La città vecchia, ha vissuto un periodo di recupero urbano voluto dagli ambientalisti per favorire il turismo, trasformando vecchie case in boutiques, gallerie e negozi di artigianato.

 

Purtroppo però oggi tutto è caduto ed è rimasta solo una manciata di strade un pò desolate.

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© Kenya non solo safari - Manuela Pox - 2012 -