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La malaria & altri disturbi

 

La malaria

 

bandiera-inglese

 

Informazioni generiche: la malaria non è un virus, non si trasmette da persona a persona, non si trasmette attraverso sangue-saliva o a causa di scarsa igiene personale e alimentare. È una malattia infettiva causata da parassiti del genere Plasmodium, in particolare P. Falciparum il più pericoloso, e viene trasmessa all’uomo attraverso la puntura della zanzara femmina appartenente al genere Anofele.

 

I sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali, sono vari e simili a quelli che accompagnano altre malattie batteriche, virali e parassitarie: oscillazioni termiche (brividi e febbre a intermittenza) cefalea, sudorazione, nausea, vomito, dolori muscolari, diarrea.

 

Il periodo di incubazione della malaria varia a seconda del parassita trasfuso: dai 7-14 giorni fino ad oltre due mesi ma, nel caso di una cura preventiva antimalarica a dosaggio inadeguato, il periodo di incubazione può essere più lungo.

 

Nessuna profilassi è efficace al 100% e qualsiasi febbre compatibile con l’incubazione della malattia deve essere considerata un’urgenza.

 

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Repellenti

 

Prediligere quelli sotto forma di crema o lozione: assicurano migliore protezione grazie ad una più uniforme distribuzione sulla pelle.

 

 

Negli ultimi anni, le probabilità di contrarre l’infezione in Kenya si sono notevolmente ridotte e circoscritte solo ad alcune zone (quelle più interne e paludose)

 

Chi vive o risiede in Kenya per lunghi periodi segue misure di prevenzione comportamentale adeguate all’ambiente in cui si trova che, con il passare del tempo, si trasformano quasi in atteggiamenti automatici:

 

uno stile di vita che può essere adottato anche da chi vive il Kenya per due o tre settimane, giusto il tempo delle vacanze.

 

  • Dormire in letti a baldacchino muniti di zanzariere.
  • Qualche ora prima di coricarsi, la sera, proteggere la camera da letto con spry anti-zanzare.
  • Avere sempre a disposizione una confezione di repellente (Autan, Deet)

 

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Prevenzione: il tema della prevenzione antimalarica è oggetto di opinioni controverse che possono generare dubbi sul da farsi. Siti governativi, Ministero della Sanità, Uffici Igiene, Asl locali suggeriscono la profilassi a chi si reca in zone altamente a rischio. Agenzie e operatori turistici, tendono a seguire la stessa linea di pensiero nonostante ogni itinerario venga organizzato a tavolino e vari secondo le preferenze dei singoli viaggiatori.

 

La prevenzione comunque, non garantisce una copertura totale e l’assunzione dei farmaci per la profilassi comporta effetti collaterali fastidiosi.

 

Vaccino

 

Non esiste un antidoto contro la malaria ma è in fase di sperimentazione clinica un vaccino, RTS.S, contro il Plasmodium falciparum, il parassita più pericoloso, in grado di dimezzare gli episodi di malaria nei bambini di pochi mesi di vita.

 

La ricerca del vaccino è finanziata dalla Fondazione Bill & MeLinda Gates, è sviluppata dalla multinazionale britannica GlaxoSmithKline (GSK) in collaborazione con il PATH Malaria Vaccine Initiative (MVI) e potrebbe entrare in commercio nel 2015.

Combination Treatment

 

È a disposizione, in tutte le farmacie keniote (non è in vendita in Europa) il Combination Treatment, un trattamento di farmaci combinati in grado di scoprire la la malattia sul nascere.

 

La prevenzione consiste semplicemente nel comprarlo quando si arriva, e tenerlo in valigia in caso di necessità (l’intero trattamento costa circa 10 euro ed è valido per 5 anni).

 

Si tratta di una combinazione terapeutica a base di artmisinima e lumefrantina, che ha la proprietà di agire in modo efficace già dai primi sintomi con pochi effetti collaterali. Nasce grazie ad una combinazione con istituti di ricerca cinesi, è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ed è utilizzato oggi come terapia di prima linea in più di 40 paesi africani, anche in formulazione pediatrica.

 

 

Diarrea del viaggiatore :((((((

 

Questa fastidiosa indisposizione è praticamente in agguato, pronta a colpire i suoi bersagli al loro primo passo in suolo keniota. Solitamente questo 'disturbo' ha la meglio i primi giorni di soggiorno, forse per le ridotte difese immunitarie in territorio straniero, forse perché le emozioni sprigionate dalla bellezza del paese rendono forte lo spirito e debole il corpo, forse a causa di negligenze alimentari (alimenti troppo speziati)

 

Noi ne siamo vittime da sempre (familiari, amici, conoscenti, quasi nuore).

 

Nel 2005 mio fratello più piccolo organizzò un avventuroso viaggio per ‘farsi bello’ con la sua nuova fidanzata, un’adorabile ragazza inglese. Ogni dettaglio del soggiorno venne studiato nei minimi particolari inclusi noi, famiglia in territorio keniota, in grado allerta-accoglienza massimo livello.

 

Ma l’indisposizione in agguato colpì lei Proprio Lei, l’adorabile ragazza inglese, sulla strada di Likoni, sconvolgendo tutti i piani tattici e mettendo a rischio anche quelli futuri ...

 

Imodium, che teniamo pronta in queste occasioni, aiuta sempre a ristabilire l’equilibrio senza compromettere il soggiorno.

Mio fratello e Proprio Lei, sono oggi felicemente sposati.

 

In generale, è opportuno osservare alcuni accorgimenti alimentari:

 

Attenzione alla carne di pollo, ma soprattutto a quella di maiale: non sempre i ristoranti sono attrezzati con frigoriferi e con il caldo la carne si deteriora velocemente.

 

Quando la 'trasferta' safari richiede uno spuntino, prediligere le uova sode che vengono servite ovunque.

 

Quando con bambini, ragazzi o 'non si è sicuri' orientarsi verso portate semplici tipo pizza e pasta (in particolare sulla costa)

 

Buonissima la Why Not, pizza margherita con pezzi di ananas tagliato fresco sopra.

 

 

Amebiasi

 

È un’infezione diffusa prevalentemente nei paesi tropicali e sub-tropicali, favorita da clima caldo-umido.

 

È provocata da un parassita che, ingerito, invade i tessuti intestinali provocando dissenteria acuta.

 

Favorita da cattive condizioni igieniche e ingestione di acqua, frutta e verdura contaminati, raramente si trasmette attraverso il contatto.

Sarà vero?

 

 

Forse perché leggenda metropolitana keniota o forse perché diceria diffusa da vecchie tate kikuyu, pare che il parassita ameba abbia il suo quartier generale nelle estremità delle banane. Tagliarle via comunque non costa nulla anzi, diventa un'operazione meccanica anche una volta rientrati in Europa.

 

Allergie & intolleranze alimentari

 

Un sacchetto di caramelle rosse rotonde comprate nel negozio di frutta e verdura del Diamond Plaza a Nairobi. Il tempo di arrivare a casa e la più piccola delle mie nipotine ha la pelle ricoperta da bolle rosse e rotonde, uguale alle caramelle.

 

Il bravissimo Dottor Shah della farmacia del Sarit Centre a Nairobi, dopo aver valutato attentamente la situazione, ha riportato la calma in famiglia prescrivendo una confezione di antistaminici ma la settimana dopo, ecco una nuova cascata di bolle rosse all’uscita del ristorante indiano di Westlands.

Sarà il caso di rinunciare alla cucina indiana?

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