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A quale tribù appartieni? Strane usanze

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La tribù

 

È un aspetto importante dell’identità keniota, i gruppi tribali presenti sul territorio sono più di quaranta e quando ci si incontra la prima domanda è proprio: a quale tribù appartieni?

 

   

Non propriamente tribù

 

Kenyan Citizens

Nativi del paese che vivono in Kenya con passaporto keniota

 

Kenyan Cowboys

Appartenenti alla razza bianca, in Kenya da almeno tre generazioni.

 

Mzungu

Nomignolo con cui vengono chiamati gli stranieri, in particolare i caucasici.

 

Mu hindi – hindu

Comunità indiana residente in Kenya.

 

Swahili, dall'arabo sawahil, margine o costa

Per molte persone della costa, essere swahili è una caratteristica identificativa per il legame alla religione islamica e in particolare al mondo arabo. La presenza, vera o presunta, di sangue arabo o persiano nelle vene rende gli swahili diversi rispetto agli africani.

Inutili tentativi di cammuffarsi

 

 

Chi-vive-lì

 

Avere l'aria made in Kenya è un atteggiamento mentale, è indossare abiti stropicciati e muoversi con indolenza intenti alle proprie occupazioni.

 

 

Chi-è-turista

 

Ha lo sguardo spalancato, si muove in branco, è rumoroso ed impacciato e s'infila nei negozi di souvenirs come rifugio dal caos che gli è intorno.

 

 

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Dispongono di un ampio ventaglio di servizi che varia da visite guidate ad accompagnamento personalizzato per signore.

Beach Boys

 

Sono formidabili intrattenitori da spiaggia, molto invadenti e con un unico obiettivo:

 

circuire il turista

 

Quando non sono impegnati negli assalti, si improvvisano esperti giocolieri ... con ottimi risultati a dire il vero.

 

Osservati da lontano (o meglio ancora in fotografia) possono risultare anche pittoreschi.

 

Da vicino sono invece un pò fastidiosi e invadenti.

 

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MASAI MAN

Maasai

 

Chi non li conosce? Dallo spirito guerriero, dai vistosi ornamenti, i Maasai sono tradizionalmente popolo nomade di pastori; in passato si muovevano in lungo e in largo per il Kenya ma, negli ultimi anni, il loro sostentamento si è focalizzato sull’agricoltura, anche se il bestiame rimane letteralmente sacro. Oggi vivono dalle parti dello Tsavo, Amboseli e Masai Mara.

 

  

NOZZE MASAI

 

Nozze strane. Uno dei rituali di nozze più strani è quello dei Maasai. Nel corso della cerimonia la testa della sposa viene rasata e cosparsa di grasso e olio di agnello. Il padre della sposa benedice la figlia sputandole sulla sua testa e sul seno: questo gesto – generalmente interpretato come un insulto – è per la comunità Maasai un invito alla fortuna e al benessere. La sposa, mentre si avvia insieme al marito nella sua nuova abitazione, non si girerà mai indietro perché la tradizione dice che potrebbe trasformarsi in pietra. 

 

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The Maasai believe in one God, whom they call Ngai (which means sky). Ngai is both masculine and feminine but seems to have several different aspects. For instance, there is the saying Naamoni aiyai, which means "The She to whom I pray". Ngai exists in two forms for the Maasai: Ngai Narok which represents the good – he is black - and Ngai Nanyoke which represents evil – he is red. Ngai is the creator of everything. At the beginning sky and earth were one, and the Maasai did not have any cattle. God (Ngai) then let cattle descend from the sky along a bark rope (or leather strap or firestick) and the Maasai received all cattle that currently exists in the world. 

 

KIKUYU

Kikuyu

  

 

È il gruppo più numeroso e influente: dal carattere incostante, ma dall’intelligenza pronta e vivace, con metodo e scaltrezza (applicando il loro motto ‘oghe ti higna’, la scaltrezza vale più della violenza) hanno preso possesso della regione intorno al monte Kenya. Tenaci, orgogliosi e passionali, vanitosi e alteri, brillanti oratori con spiccato senso dell’esagerazione, capaci di dipingere guerre di un tempo, poteri di stregoni e gesta ardite in maniera quasi cinematografica. 

 

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Samburu

 

Il nome Samburu è di origine Maasai e deriva dalla parola 'samburr' che indica una borsa di pelle che i Samburu portano sempre con loro. Vivono nel Kenya centro settentrionale e parlano la lingua samburu, appartenente al gruppo delle lingue maa come quella dei Maasai, con cui sono strettamente imparentati. Come i Masai, sono pastori semi-nomadi; che vivono di allevamento. Recentemente hanno iniziato a coltivare mais, patate e sorgo. A differenza dei Maasai, si nutrono anche di cacciagione.

 

I villaggi Samburu sorgono in genere sulla cima delle colline. Le donne si decorano il collo con vistose collane fatte di perline colorate cucite sul cuoio. 

 

Strane usanze

 

Patria di 42 tribù, il Kenya ospita una moltitudine di usanze e tradizioni che lo rendono un paese di grande attrattiva per il turismo culturale. Queste usanze sono profondamente radicate in ognuna delle tribù dell’intero continente: alcune sono semplici da osservare, altre appaiono strane a noi occidentali, altre ancora sono veramente bizzarre. 

 

TESO

Teso

 

La comunità Teso entra a pieno diritto nella lista delle tribù con strane usanze. Questa tribù del Kenya ovest, ha l’abitudine di seppellire i suoi defunti in posizione laterale con le palme delle mani intrecciate sotto le guance e il corpo rivolto verso le fattorie dei parenti rimasti in vita. É credenza comune che il corpo del defunto in questa particolare posizione trovi più pace nell’aldilà. <tbody> <tr> <td style="width: 270px;" valign="top">

 

 

CORRIDORI NOTTURNI

 

Kisii

 

La corsa – maratone etc – è una disciplina di grande rilievo nel paese, patria di maratoneti a livello olimpionico, ma gli abitanti di Kisii (i Gusii  o Kisii, occupano quella che è considerata la terra più fertile e fornita di acqua del Kenya, posizionata sull'altopiano Kisii 50 km ad Est del lago Vittoria) sono noti per svolgere questa attività in un modo assai bizzarro: corrono di notte completamente nudi!

È pensiero comune che siano posseduti dagli spiriti e per questa ragione non proprio consapevoli delle loro azioni. Attraversano l’intero villaggio di corsa, si aggirano tra una casa e l’altra lanciando incantesimi. Non sono pericolosi per la comunità ma certo è che incontrarli nel cuore della notte può riscuotere un certo timore.

 

BULL FIGHTING

ISUKUTI DRUMS

Luhya

 

La lotta tra i tori – più comunemente conosciuta come corrida - è una strana usanza praticata dalla comunità Luhya, un gruppo etnico Bantu che vive nella zona occidentale del Kenya. Questa tribù considera i combattimenti tra i tori come una forma di esibizione a beneficio di ospiti importanti o in occasione di eventi speciali.

 

Una cerimonia tipica inizia al mattino presto per lasciare spazio, nel corso della giornata, ad altre attività ma soprattutto per evitare il sole caldo di mezzogiorno.Queste cerimonie attirano migliaia di persone e sono cadenzate dal suono dei tamburi isukuti, tipiche danze locali e intrattenimento specifico ai tori per dar loro il morale e lo sprint necessari al combattimento. Il numero di tori che partecipano alle lotte varia a seconda dell'importanza della cerimonia: scelti di proposito di proporzioni gigantesche, incoraggiati dalla folla e dal ritmo battente dei tamburi, i poveri tori iniziano la lotta carichi di adrenalina a vantaggio dello spettacolo da offrire. Questa usanza culturale è considerata dal governo keniota come una attrazione turistica.

 

 

Kalenjin

Kalenjin

 

I Kalenjin sono un gruppo etnico nilotica che vive nella Rift Valley. Si stima siano poco più di 4,9 milioni di individui secondo il censimento del Kenya del 2009. I Kalenjin sono noti per le loro prestazioni nell'atletica leggera, in particolare nelle gare di mezzo fondo fondo: dalle Olimpiadi di Seul 1988 a quelle di Londra 2012, i Kalenjin hanno vinto numerose medaglie. Inoltre, le aree tradizionali Kalenjin di Kericho e Nandi hanno un ruolo significativo in Kenya come primo esportatore mondiale di tè.


 

 

SAMBURU HOUSE

Luo

 

Meglio conosciuta come “la tribù dei lutti” quella dei Luo è una comunità numerosa che da tempo immemorabile celebra le cerimonie funebri in modo del tutto particolare. Le commemorazioni funebri di questa tribù del Kenya occidentale sono generalmente molto scenografiche con riti di lutto molto lunghi che comprendono la distruzione di tutte le proprietà del defunto con cerimoniali che diventano particolarmente impegnativi quando il defunto nella vita era un uomo ricco o una persona di alto livello all'interno della comunità. 

Le cerimonie iniziano quando parenti e amici del defunto entrano nella sua casa e, dopo aver fatto il giro di tutte le stanze, trovano sistemazione vicino alla cucina per assistere da lì a tutta la cerimonia funebre. Iniziano a questo punto canti e litanie che riprendono le gesta del defunto. In alcuni casi, si recano nelle stalle e macellano tutto il bestiame piangendo a voce alta il defunto lamentando che non è più insieme a loro a bere il latte delle sue mucche.  Canti, pianti e litanie sono così assordanti da sentirsi fino a diversi chilometri di distanza.

I Luo, che chiamano loro stessi Joluo (oppure Jaluo, persone di Luo) sono la terza comunità in Kenya dopo i Kikuyu e i Luhya.

 

La legge del minimo sforzo

 

La clemenza del clima tropicale, le poche esigenze per l’abbigliamento e le abitazioni, la fertilità del suolo, più alcuni pregiudizi sul lavoro manuale, fanno sì che il kikuyu, come la quasi totalità dei popoli africani, consideri il lavoro manuale come un’occupazione umiliante.

 

Di preferenza egli fa lavorare le donne, che considera inferiori a lui.

 

 

 

 

Haraka haraka haina baraka

 

la fretta non porta benedizione

 

detto popolare


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